Il Consultorio Familiare Onlus dal 1973 svolge, all’interno della realtà bresciana, un’attività di ascolto e sostegno del singolo (bambino, adolescente, adulto), della coppia, della famiglia, sia per gli italiani che per gli stranieri.

In un’ottica di attenzione alla globalità della persona e alle sue dimensioni affettive e relazionali, il Consultorio offre consultazioni di tipo medico, psicologico, sociale e giuridico, relative alla sessualità, alla fecondità, al legame amoroso, al rapporto tra genitori e figli e alla possibilità di favorire la crescita delle nuove generazioni.

Il Consultorio è inoltre impegnato a riflettere su ciò che emerge dalle consultazioni e dallo studio dei mutamenti familiari e sociali in atto.

Il frutto di questo lavoro viene condiviso con gli operatori del territorio, i giovani, le coppie, i genitori, gli insegnanti e la cittadinanza, attraverso le attività di formazione di ricerca, gli interventi culturali e la pubblicazione di quaderni disponibili tuttora presso il Consultorio.



Un po' di storia...

 

1973, 03 Febbraio: Inizia la propria attivitá il Consultorio Familiare Prematrimoniale e Matrimoniale, con sede in Contrada San Giovanni n.8 a Brescia.

1975: Il Consultorio aderisce all’ UCIPEM (Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali).

1977, Aprile: Il Consultorio si costituisce in Associazione.

1978: Il Consultorio è autorizzato dalla Regione Lombardia con decreto del Presidente della Giunta Regionale n.92 del 23/02/1978.

1986: Trasferimento della sede in via Milano 16 a Brescia, autorizzazione USSL 41 prot. n. 34220 del 19/12/1991.

2001, Gennaio: Si costituisce l’Associazione Consultorio Familiare O.N.L.U.S., autorizzazione confermata dall’ASL di Brescia con delibera N. 1170 del 17/10/2001.

2006, Marzo: Trasferimento nell’attuale sede in via Volturno 42 a Brescia, autorizzazione al funzionamento emessa dall’ASL di Brescia con determinazione n. HP/ 36 del 08/04/2006 protocollo n.0054978.

2007, Gennaio: Il Consultorio viene accreditato presso la Regione Lombardia con delibera n. VIII / 003632 del 28 novembre 2006.

Per un maggiore approfondimento consultate il documento “Storia del Consultorio” nella pagina pagina Archivio.

Consultorio familiare

Foto di Tiziana Arici

Operatori e Soci

Il Consultorio Familiare è un’associazione senza scopo di lucro in gran parte fondata sul lavoro volontario degli aderenti; conta un’assemblea dei soci, tra cui, oltre agli operatori, figurano cittadini interessati alle problematiche consultoriali e impegnati a sostenere la struttura nelle sue diverse attività.

In Consultorio opera un’equipe di professionisti con approccio interdisciplinare e multiculturale.

Gli operatori che prestano la loro professionalità sono:

  • psicologi-psicoterapeuti dell’infanzia
  • psicologi-psicoterapeuti dell’età evolutiva,
  • psicologi-psicoterapeuti del singolo,
  • psicologi-psicoterapeuti della coppia,
  • psicologa-psicoterapeuta specializzata in clinica transculturale
  • medici psichiatri-psicoterapeuti del singolo e del nucleo familiare,
  • consulente coniugale-familiare,
  • pedagogista
  • assistente sociale,
  • consulenti legali specializzati in diritto di famiglia, mediatori familiari
  • ginecologi
  • ostetriche
  • mediatrici linguistico-culturali


Numerosi sono poi i volontari coinvolti nei gruppi di lavoro e di ricerca, ognuno dei quali con la propria competenza specifica.

In particolare collaborano con il Consultorio avvocati di diritto internazionale, filosofi, psicoanalisti, sociologi, antropologi, etnologi, educatori e docenti universitari.



DALLO STATUTO:

Art. 4

Il Consultorio si pone nell’ottica di un servizio pubblico e:

  1. si qualifica come un servizio di base che garantisce all’utente, in una situazione di “diritto”, di essere accolto nella complessità dei suoi bisogni personali e relazionali, in un contesto di comunicazione e di scambio affettivamente significativo;
  2. riconosce come interlocutore importante del proprio lavoro il sistema pubblico dei servizi socio-sanitari, presso il quale si impegna a mantenere vivo “il mandato sociale” del Consultorio;
  3. ribadisce il proprio collegamento con la realtà sociale, territoriale ed istituzionale bresciana, confrontandosi con la quale il Consultorio può meglio rispondere alle richieste degli utenti.